A partire dal 4 novembre la Vigilanza europea sugli oltre 120 maggiori istituti passerà, come ormai noto, dalle singole banche centrali all’Eurotower. Nell’ambito del c.d. Single Supervisory Mechanism (SSM), l’implementazione dei piani verrà quindi valutata dai gruppi di vigilanza congiunti (Joint supervisory team o Jst), a cui sarà affidata la vigilanza delle banche su base giornaliera. Si tratta di piccole task-force, la cui composizione numerica può variare da banca a banca, che saranno guidate da un coordinatore della BCE la cui nazionalità dovrà essere diversa da quello della banca monitorata (così da evitare possibili parzialità di giudizio) e il cui incarico, secondo quanto indicato dalla BCE, durerà tra 3 e i 5 anni. A fargli da supporto saranno gli ispettori delle singole autorità nazionali, che ruoteranno su base regolare. Nei casi di banche più grandi, agli ispettori nazionali si affiancheranno altri ispettori (sub-coordinators) di varie nazionalità, così da rafforzare i singoli team. Tutte le informazioni saranno condivise con le strutture intermedie della BCE, mentre per la validazione delle decisioni più rilevanti la palla passerà al Comitato di Supervisione (Supervisory Board) dell’Eurotower e al Consiglio direttivo, il principale organo decisionale della BCE.

Peraltro, il monitoraggio della BCE si allargherà anche sulle piccole e medie banche sparse per l’Europa (circa 4.200 istituti, di cui oltre 530 in Italia, tra banche popolari, banche di credito cooperativo e casse rurali), con l’obiettivo di individuare in anticipo possibili focolai di crisi, prevenendo così rischiosi effetti-contagio all’interno del sistema finanziario europeo. Più precisamente, queste realtà finanziarie rimarranno tecnicamente sotto la responsabilità e la vigilanza diretta dei singoli Enti di controllo nazionale, ma la BCE ha chiarito infatti che si riserva una piena libertà di movimento, effettuando per esempio ispezioni locali assieme ai singoli enti di vigilanza o imponendo requisiti prudenziali aggiuntivi.

Inoltre, sarà nel potere dell’Eurotower anche avocare a sé la supervisione diretta delle istituzioni, qualora fosse “compromessa l’applicazione coerente di standard di vigilanza elevati” e, una volta sentita la singola Autorità nazionale, autorizzare o revocare una licenza.

Non ultimo, la BCE prenderà decisioni sull’approvazione o il rigetto della proposta di acquisto di partecipazioni qualificate da parte degli istituti, prendendosi così l’ultima parola anche sulle fusioni riguardanti istituti più piccoli.

Per attuare questi poteri, l’Eurotower avrà una collaborazione strettissima con i singoli Enti di vigilanza con cui scambierà a intervalli regolari tutte le informazioni rilevanti sugli istituti più piccoli, sia a livello singolo che di settore.