Sono ripresi i lavori per la nascita di una unione bancaria a livello comunitario, considerata “un test cruciale”, secondo quanto dichiarato dal commissario UE agli affari monetari Olli Rehn, per il rafforzamento dell’integrazione della zona euro.
L’unione bancaria poggia su una serie di pilastri: una vigilanza unica in mano alla Banca centrale europea, un meccanismo unico per la gestione del fallimento degli istituti di credito in crisi finanziaria, regole comuni sulla patrimonializzazione delle banche e sul modo in cui gestire una crisi creditizia e infine garanzie comuni sui depositi bancari. I relativi negoziati sono in fasi diverse.
Per quanto riguarda il trasferimento della sorveglianza creditizia alla BCE, il Parlamento Europeo si è espresso a favore delle norme proposte, ottenendo, per contro, garanzie sul fatto che l’organo supervisore sia democraticamente responsabile e trasparente. Successivamente al voto dell’Europarlamento scatterà un periodo di transizione di un anno durante il quale la BCE organizzerà un’analisi degli attivi bancari per conoscere lo stato di salute delle banche. L’istituto monetario, per motivi pratici e politici, vigilerà sui gruppi bancari più grandi (150-200), mentre le altre continueranno a essere sorvegliate a livello nazionale. Propedeutico alla vigilanza unica è stato l’accordo già raggiunto in primavera tra Consiglio e Parlamento sui livelli patrimoniali delle banche europee.
In relazione alle regole da applicare in una crisi bancaria, dopo un’intesa di massima raggiunta in primavera fra i Governi, si spera di trovare un accordo tra Consiglio e Parlamento entro fine anno. Quest’ultimo pacchetto di regole è funzionale alla nascita di un meccanismo unico di gestione dei fallimenti bancari. La Commissione ha proposto la nascita di un consiglio delle autorità nazionali, associato a un fondo di risoluzione delle banche in crisi.