Banca d’Italia ha concluso l’11 luglio scorso un sondaggio, al quale hanno partecipato gli otto principali gruppi bancari del Paese, relativo alle condizioni praticate dalle aziende di credito nei confronti dei prestiti alle imprese.

Nel secondo trimestre dell’anno i criteri di offerta sono divenuti “lievemente espansivi”, per effetto di migliori attese in rapporto all’attività economica generale e di una maggiore concorrenza da parte di altre banche e di altre fonti di finanziamento.

Per valutare la portata dei cambiamenti e sintetizzare le risposte ottenute dalle aziende di credito, Bankitalia utilizza un indice di diffusione che per le condizioni di offerta creditizia varia tra 1 (forte irrigidimento), 0 (sostanziale stabilità) e -1 (notevole allentamento). Per la prima volta dal terzo trimestre del 2009 questo indice di restrizione creditizia è tornato sotto lo zero, ossia nella zona che evidenzia un allentamento delle condizioni di offerta; il miglioramento delle politiche creditizie si è tradotto, sia per le imprese che per le famiglie, in una riduzione dei margini praticati sulla media dei prestiti.

A dare ulteriore impulso a questa prospettiva di miglioramento si attende a breve un importante elemento di rilancio: le nuove operazioni mirate di rifinanziamento a lungo termine (Targeted longer term refinancing operations), metteranno infatti a disposizione delle banche italiane, come ha spiegato il Governatore Ignazio Visco, un ammontare di fondi che può superare i 200 miliardi lungo l’intero arco del programma e, nell’insieme, possono contribuire a generare fino a un punto di PIL in più di qui alla fine del 2016.