Ad agosto, in base al rapporto mensile dell’ABI diffuso il 14 ottobre scorso, le sofferenze lorde nei bilanci delle banche italiane sono aumentate a 174 miliardi, facendo segnare un incremento di 1,6 miliardi rispetto a luglio e di ben 32,1 miliardi da agosto 2013 (+22,6% l’aumento su base annua). In rapporto agli impieghi le sofferenze sono pari ora al 9,2%, valore che segna il massimo dall’agosto del 1998, contro il 7,3% dell’agosto 2013.

Quanto alle sofferenze al netto delle svalutazioni, ad agosto sono salite a 79,5 miliardi dai 78,2 del mese precedente (+8,2% l’incremento annuo). Il rapporto sofferenze nette/impieghi si è collocato al 4,41% (4,3% a luglio e 3,93% ad agosto 2013).

Sul lato dei prestiti, invece, si assiste a una parziale stabilizzazione della caduta. Il complesso dei finanziamenti bancari ha registrato a settembre una contrazione su base annua del 2,3%, in miglioramento rispetto al -2,5% del mese precedente e dal -4,5% di novembre 2013, quando aveva raggiunto il picco negativo. In valori assoluti la contrazione del complesso dei prestiti è stata di 42,1 miliardi su base annua.

In particolare, i soli finanziamenti a famiglie e imprese sono scesi a settembre dello 0,9% rispetto al -1,2% del mese precedente e al -4,5% di novembre 2013. ABI sottolinea che il risultato di settembre 2014 per i prestiti a famiglie e imprese è il migliore da maggio 2012.

Il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni a settembre in Italia si è ridotto al 3%. Era al 3,12% il mese precedente e segna il valore più basso da marzo 2011; a fine 2007 era al 5,72%.

Sul fronte dei risparmi, si registra una continua progressione della raccolta da depositi della clientela salita a 1.246 miliardi il mese scorso (+3,8%) con un aumento in valore di 45 miliardi. Dal settembre del 2012 i depositi hanno sostenuto con un incremento di ben 84 miliardi l’approvvigionamento del sistema bancario, che ha sofferto la difficoltà e il maggior costo del ricorso al mercato obbligazionario