L’ISTAT comunica che per la prima volta da otto trimestri l’economia italiana non fa registrare flessioni nell’andamento del PIL; il dato emerge a seguito della revisione effettuata (per il terzo trimestre consecutivo) in termini assoluti rispetto alla stima preliminare, dove la variazione congiunturale era negativa dello 0,1%, e appare significativo soprattutto sul piano statistico e psicologico.

Il risultato appare legato in modo significativo alla crescita delle scorte, il che non è necessariamente sinonimo di attività produttive in salute. Inoltre, su base annua la flessione appare comunque evidente, seppur lievemente corretta al rialzo, attestandosi sull’1,8%. Si pensi inoltre che, dal confronto con lo scenario europeo, su base annua l’Italia è superata per crescita da tutte le altre nazioni ad eccezione di Cipro e Grecia.

La speranza è però che il terzo trimestre rappresenti il punto di minimo, con un miglioramento della performance nell’ultima parte dell’anno “certificato” anche dall’indice anticipatore OCSE, in aumento a ottobre sia per l’area euro che per l’Italia. Altra indicazione positiva arriva dalla produzione industriale di ottobre, che pur arretrando per il 26-esimo mese consecutivo realizza nelle stime dell’ISTAT la miglior performance da agosto 2011, mentre su base congiunturale destagionalizzata c’è il secondo segno più di fila.