E’ stato approvato il 10 febbraio scorso dal Consiglio dei ministri il decreto legislativo, successivamente inviato al vaglio del Parlamento, recante la revisione del Testo unico bancario sul fronte dei requisiti di onorabilità e professionalità degli esponenti aziendali e dei partecipanti al capitale. Con questo intervento normativo, il governo italiano recepisce i contenuti della direttiva UE 36/2013, nota anche come CrdIV.

Per quanto riguarda le prerogative assegnate a Banca d’Italia, esse sono integrate con la previsione del potere di rimuovere uno o più esponenti aziendali quando la loro permanenza in carica sia di pregiudizio per la sana e prudente gestione della banca e non sia possibile pronunciarne la decadenza per perdita dei requisiti.

Prevista anche l’introduzione di meccanismi per la segnalazione, sia all’interno degli intermediari sia verso l’autorità di vigilanza, di eventuali violazioni normative da parte del personale (c.d. whistleblowing). Su questo specifico punto, nella bozza, all’articolo 52-bis dal titolo “Sistemi interni di segnalazione delle violazioni” viene specificato che “le banche e le relative capogruppo adottano procedure specifiche per la segnalazione al proprio interno da parte del personale, di atti o fatti che possano costituire una violazione delle norme disciplinanti l’attività bancaria”. Viene poi specificata la necessità di “garantire la riservatezza dei dati personali del segnalante” oltre che di tutelarlo “adeguatamente” contro condotte ritorsive. Viene infine precisato che sarà necessario “assicurare per la segnalazione un canale specifico, indipendente e autonomo”.

Riviste anche le sanzioni amministrative con l’innalzamento delle misure pecuniarie, l’interdizione temporanea dall’esercizio di funzioni presso intermediari, l’ordine di mettere fine alla violazioni nei casi meno gravi.