Il rapporto di monitoraggio presentato a fine 2013 dall’Enm (Ente Nazionale Microcredito), aggiornato a fine 2012, costituisce la prima fotografia organica a livello nazionale del comparto.

Nell’anno conclusivo del triennio osservato dal rapporto sono stati erogati 7.167 microprestiti, per un ammontare complessivo di oltre 63 milioni di euro; il valore dei microcrediti concessi con finalità lavorative ha costituito quasi il 60% delle risorse complessivamente impiegate. Il monitoraggio ha rivolto particolare attenzione alle aree più svantaggiate d’Italia e alle Regioni a “obiettivo convergenza” (Calabria, Campania, Puglia e Sicilia), cioè quelle con un Prodotto interno lordo pro capite inferiore al 75% della media europea.

Il rapporto fotografa una realtà in progressiva espansione, con un aumento del 30% del numero di microcrediti erogati e del 9% per somme concesse tra il 2011 e il 2012, orientata soprattutto al sostegno di nuove attività (terziarie nell’88% dei casi, artigianali manifatturiero per un 6,5% e agricole nel 5,4% dei casi).

Il rapporto tra richieste e prestiti concessi, però, evidenzia una significativa differenza tra il microcredito con finalità sociale e quello lavorativo: in ambito assistenziale, infatti, si riesce a soddisfare la metà della domanda, mentre in ambito imprenditoriale solo il 37% dei richiedenti ottiene il prestito; ciò è dovuto ai diversi importi medi dei microcrediti: per il sociale, infatti, la somma erogata si attesta mediamente sotto i 5mila euro, mentre i prestiti con finalità lavorativa sfiorano i 20mila euro a concessione.

I dati evidenziano che i beneficiari di microcredito per attività lavorativa sono in maggioranza uomini, giovani con meno di 35 anni, diplomati (a volte laureati), coniugati ma spesso anche single, concorrenti insieme ad altri al reddito familiare. Gli utilizzatori di microcredito socio-assistenziale sono, invece, per lo più donne sopra i 45, in gran parte diplomate, ma spesso anche in possesso di titoli di studio inferiori, coniugate ma talvolta anche divorziate o vedove, prevalentemente unica fonte di reddito familiare. Nel dettaglio, sul totale dei microcrediti erogati in Italia, le donne ne hanno assorbito il 52%; i giovani poco più di un quinto (il 20,8%) e gli immigrati il 46,2%.