Il 10 giugno scorso il Garante ha presentato la Relazione relativa all’attività svolta nel corso del 2013.

Da segnalare, in merito all’implementazione delle misure prescritte in tema di tracciamento delle operazioni bancarie, il provvedimento n. 357 emesso in data 18 luglio 2013, con il quale, nel rimettere ai titolari del trattamento la valutazione delle soluzioni organizzative più idonee per l’implementazione del sistema, il Garante ha fornito i chiarimenti richiesti, in particolare con riferimento all’ambito oggettivo e soggettivo di applicazione del provvedimento precedentemente adottato, accogliendo altresì la richiesta avanzata da ABI di differire l’applicazione del provvedimento, precedentemente fissata al 3 dicembre 2013, al 3 giugno scorso.

In tema di ricorsi, sono state adottate 222 decisioni, cifra pressoché identica a quella dell’anno precedente; lo stesso dicasi per le decisioni di non luogo a provvedere (133, il 60% del totale). Da evidenziare la persistenza di ricorsi tuttora proposti da società commerciali ed enti vari, non ancora consapevoli delle modifiche normative alle nozioni di “interessato” e di “dato personale”, che privano ormai questi soggetti della possibilità di utilizzare gli strumenti di tutela previsti dal Codice stesso.

Sul fronte internazionale, forte risalto viene dato al prossimo Regolamento sulla protezione dei dati,  che verrà adottato nel corso del 2015, riguardo al quale il Garante segnala le novità ad oggi presenti nel testo in discussione (nomina obbligatoria di un “data protection officer” da parte di alcune categorie di titolari di trattamento, eliminazione dell’obbligo di notifica dei trattamenti all’autorità di controllo, introduzione del “dato pseudonimo”, novità del “certificato europeo” della protezione dei dati, quale sorta di “bollino di qualità” che consenta ai titolari del trattamento di beneficiare di varie esenzioni e deroghe).