Aumentano i poteri di intervento di Banca d’Italia sulle banche di rilevanza nazionale, similmente a quanto accade a livello europeo per la BCE, che monitora le banche maggiori. Bankitalia avrà il potere di rimuovere i vertici delle banche di dimensioni medio-piccole, circa 500 istituti che non rientrano sotto la vigilanza diretta di Francoforte.

La novità è conseguente alla ricezione della direttiva 2013/36/Ue, meglio conosciuta come Crd4.

A Bankitalia è assegnato il potere di rimuovere “uno o più esponenti aziendali” delle banche quando la loro permanenza in carica sia di “pregiudizio per la sana e prudente gestione della banca”, e di disporre la rimozione dell’intero board, quale misura alternativa alla gestione provvisoria e all’amministrazione della banca (il cosiddetto potere di removal) come peraltro raccomandato dal Fondo monetario internazionale. Il decreto assegna inoltre alla Vigilanza poteri intermedi come la facoltà di fissare l’ordine del giorno dei CdA; proporre l’assunzione di determinate decisioni societarie; procedere alla convocazione degli organi collegiali; fissare limiti all’importo totale della parte variabile delle remunerazioni interne; vietare determinate operazioni o di distribuire utili. A essere inasprite sono anche le sanzioni, che arrivano fino a 5 milioni e vengono applicate non solo alle persone fisiche ma anche agli stessi intermediari, ai quali potrà essere inflitta una multa fino al 10% del fatturato.

Il decreto riforma anche la disciplina dei requisiti dei manager e dei partecipanti al capitale e integra “i requisiti oggettivi di onorabilità e di professionalità” con “criteri di competenza e correttezza”. In applicazione del principio in base al quale gli esponenti devono dedicare un tempo adeguato all’espletamento del proprio incarico, è prevista anche “una disciplina dei limiti al cumulo degli incarichi”.

Nel provvedimento vengono introdotti infine anche i meccanismi per la segnalazione di eventuali violazioni normative, sia all’interno dell’ente sia verso l’autorità di vigilanza, da parte del personale delle banche, il cosiddetto “whistleblowing”. E così pure viene riformata la disciplina delle sanzioni amministrative: viene sancito il passaggio a un sistema che sanzionerà in primo luogo l’ente e ”solo sulla base di presupposti individuati nel decreto legislativo” anche l’esponente aziendale o la persona fisica responsabile della violazione.