Il rapporto mensile ABI rileva l’arresto, dopo 30 mesi, del calo dei prestiti concessi dalle banche alle famiglie e alle imprese. In novembre il dato registra infatti una variazione nulla rispetto al -0,7% il mese precedente e al -4,5% a novembre 2013, quando aveva raggiunto il picco negativo. Nel loro insieme i finanziamenti (inclusi quelli alle imprese finanziare e alle Pubbliche amministrazioni) restano ancora in lieve contrazione su base annua (-1,6%) ma in miglioramento rispetto al -2,1% del mese precedente e dal -4,5% di novembre 2013. E quello di novembre, per i prestiti bancari, è stato il miglior risultato da aprile 2012. Il trend è in linea con quanto rilevato nell’area Euro. In valori assoluti, nel mese passato l’ammontare dei prestiti alla clientela erogati dalle banche attive in Italia è stato pari a 1.813,3 miliardi di euro, nettamente superiore, di oltre 104,5 miliardi, all’ammontare complessivo della raccolta da clientela, pari a 1.708,6 miliardi di euro.

Per quanto riguarda le dimensioni degli impieghi, i finanziamenti alle imprese fino a un milione di euro hanno segnato nei primi dieci mesi dell’anno un aumento dello 0,2%. Queste erogazioni sono avvenuto in un contesto di tassi medi ancora molto bassi. Il tasso medio sul totale dei prestiti è stato infatti pari al 3,66% (3,71% il mese precedente; 6,18% a fine 2007), mentre il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese si è ridotto al 2,70% (il valore più basso da gennaio 2011) dal 2,74% di ottobre 2014 (5,48% a fine 2007). Nuovo minimo, ma stabile, anche per il tasso medio sui mutui casa, che si è attestato in novembre al 2,90% (lo stesso valore del mese precedente, il più basso da novembre 2010; era al 5,72% a fine 2007).

La rischiosità dei prestiti in Italia è ulteriormente cresciuta, con le sofferenze lorde che sono risultate a ottobre 2014 pari a quasi 179,3 miliardi, rispetto ai 176,9 miliardi di settembre.

Il rapporto sofferenze lorde su impieghi è salito al 9,5% ad ottobre (7,7% un anno prima; 2,8% a fine 2007), valore che ha raggiunto il 15,8% per i più piccoli operatori economici (13,4% ad ottobre 2013; 7,1% a fine 2007), il 15,7% per le imprese (12,3% un anno prima; 3,6% a fine 2007) ed il 6,8% per le famiglie (6,3% ad ottobre 2013; 2,9% a fine 2007). Infine, lo spread tra il tasso medio sui prestiti e quello medio sulla raccolta da famiglie e imprese, resta stabile su livelli particolarmente bassi: a novembre è risultato pari a 212 punti base (213 punti base ad ottobre 2014). Prima dell’inizio della crisi finanziaria questo differenziale superava i 300 punti (329 punti percentuali alla fine del 2007).