La Banca Centrale Europea ha annunciato il 4 settembre scorso un taglio dei tassi d’interesse a sorpresa e l’avvio a ottobre di un programma di acquisto di titoli cartolarizzati e di covered bond, che, insieme alle iniezioni di liquidità alle banche in partenza per fine settembre, può ammontare, nelle intenzioni della BCE, a mille miliardi di euro.

L’annuncio ha in qualche modo risposto alle aspettative generate dal discorso pronunciato a fine agosto dal presidente della BCE, Mario Draghi, a Jackson Hole, a fronte del peggioramento della situazione dell’Eurozona; l’intervento non si spingerà comunque fino all’acquisto di titoli pubblici, che molti sui mercati finanziari caldeggiano. L’obiettivo principale, ha detto Draghi, è sbloccare il credito bancario, attraverso il quale passa in Europa l’80% dei finanziamenti all’economia reale.

Il taglio di tutti i tassi ufficiali di 10 punti base, definito “aggiustamento tecnico” (quello principale da 0,15% a 0,05%, quello sui depositi delle banche presso la BCE da -0,10% a -0,20%) punta a ottenere la massima adesione delle banche alle Tltro, in quanto le condizioni (0,05% più uno spread di 0,10%) saranno le più basse possibili. Draghi ha poi precisato che non ci saranno ulteriori tagli.

Gli effetti sulle banche e sull’economia reale della decisioni dell’Eurotower di tagliare ulteriormente dei tassi di interesse (se pur di soli 10 centesimi) non si vedranno nel breve periodo.

La mini-sforbiciata sui tassi in sé è infatti troppo limitata per farsi sentire su quanti, famiglie e imprese, hanno un prestito variabile o stanno per accenderlo. I valori dei parametri di riferimento per determinare gli interessi da versare quali l’Euribor sono infatti da tempo ridotti ai minimi termini.

La mossa sui tassi ha però gran valore simbolico, perché è il segnale del fatto che la BCE ha ben presente le difficoltà dell’Eurozona (a partire dal rischio deflazione) e che soprattutto è disposta a fare di tutto per mantenere i tassi di interesse bassi per un periodo decisamente lungo.

La riduzione di un decimo dei tassi rende se possibile ancora più a buon mercato per le banche finanziarsi presso la BCE e le incentiva a partecipare alle nuove aste finalizzate alla concessione di prestiti alla clientela (Tltro) che hanno preso il via verso fine settembre. In modo analogo, la penalizzazione ancora più marcata (-0,20%) che si subisce lasciando il denaro depositato presso i forzieri dell’Eurotower potrebbe favorire la rimessa in circolazione della liquidità, con effetti benefici un po’ per tutti.

Si tratta però, come già accennato, di processi graduali, che richiederanno tempo per portare risultati.