Amplissimi poteri per Bankitalia e la BCE sui vertici delle banche ed istituzioni finanziarie; è questo il principale aspetto delle novità contenute nel decreto delegato che recepisce la Crd IV (la direttiva europea che recepisce le regole di Basilea 3) e i cui tempi di entrata in vigore saranno strettissimi; le nuove disposizioni devono infatti applicarsi dal 12 febbraio prossimo.

Nel dettaglio tra le novità più rilevanti c’è il potere – assegnato alla Vigilanza – di rimuovere uno, più o anche tutti gli amministratori “qualora la permanenza in carica sia di pregiudizio per la sana e prudente gestione della banca”.

Tra gli interventi possibili previsti dalla nuova disciplina figurano anche poteri intermedi come la facoltà, per la Vigilanza, di fissare l’ordine del giorno dei CdA, di proporre l’assunzione di determinate decisioni societarie, di porre limiti all’importo totale della parte variabile delle remunerazioni interne, di vietare determinate operazioni o di distribuire utili. Inoltre, in caso di crisi, Bankit e BCE potranno azzerare il Consiglio di amministrazione e convocare l’assemblea per eleggerne un altro. La Vigilanza potrà inoltre convocare amministratori e dirigenti delle società alle quali le banche abbiano esternalizzato funzioni aziendali rilevanti.

Nei prossimi mesi la Banca d’Italia dovrà fissare nel dettaglio i requisiti di onorabilità che dovranno rispettare gli esponenti aziendali – manager e componenti dei board – così come i requisiti di professionalità e indipendenza.

Per i trasgressori, le multe saranno decisamente più salate che in passato e si uniformeranno a quelle già previste dalla BCE; ad esempio, in caso di abusivismo finanziario (l’utilizzo a sproposito di termini come “banca”, “credito” o “finanziaria” ad esempio), le sanzioni potranno arrivare a 5 milioni – attualmente il limite è a 51.645 euro – o addirittura al 10% del fatturato nel caso in cui siamo commesse da una società. Lo stesso tetto varrà anche per chi non chiederà le necessarie autorizzazioni nell’ambito delle partecipazioni societarie. Multe da 5mila fino a 5 milioni di euro sono previste anche nei confronti degli amministratori qualora si macchiassero di condotte rischiose per l’istituto.