L’ABI e le principali Associazioni dei consumatori hanno raggiunto un accordo per la sospensione della quota capitale per i finanziamenti alle famiglie anche tenendo conto di quanto previsto dalla Legge di Stabilità.

L’Accordo è stato trasmesso al Ministero dell’economia e delle finanze e al Ministero dello sviluppo  economico e prevede la sospensione per un massimo di 12 mesi della sola quota capitale per i crediti al consumo di durata superiore a 24 mesi e per i mutui garantiti da ipoteca su abitazione principale. Tali misure si aggiungono al Fondo di solidarietà per l’acquisto della prima casa (c.d. Fondo Gasparrini). La sospensione può essere richiesta dal consumatore nei casi di cessazione del posto di lavoro, morte, grave infortunio o nei casi di misure di sospensione del lavoro e/o di ammortizzatori sociali anche qualora abbia ritardi di pagamenti fino a 90 giorni; queste ultime casistiche, in particolare, rappresentano una novità rispetto a quelle già previste dal Fondo Gasparrini. La sospensione non comporta il pagamento di commissioni o interessi di mora, ma solo degli interessi alle scadenze contrattuali calcolati sul debito residuo.

L’accordo riapre i termini per sospendere i finanziamenti per le famiglie che hanno già beneficiato della moratoria in passato, purché la sospensione non sia stata richiesta nei 24 mesi precedenti. Le banche si impegnano a rendere operativa l’intesa entro 60 giorni e la sospensione scatterà entro 30 giorni lavorativi dall’accoglimento della richiesta del cliente.

I crediti ai consumatori per i quali si potrà chiedere la sospensione devono avere una durata di oltre due anni, con piano di ammortamento predefinito “non revolving”, a prescindere dalla tipologia di tasso di interesse previsto (fisso, variabile o misto). Esclusi i finanziamenti con ritardo di pagamento superiore ai 90 giorni.