A seguito della proroga dei bonus fiscali che consentono di recuperare il 50 e il 65% delle spese di ristrutturazione e riqualificazione energetica (salvo ulteriore estensione, a gennaio 2014 dovrebbero convergere entrambi al 36%), i mutui per ristrutturare casa hanno aumentato il loro peso sul totale dell’erogato passando dal 4% dello scorso anno al 6%, dato destinato a crescere. L’offerta è variegata, ma la maggior parte degli istituti non si attiva per importi al di sotto dei 50mila euro, dal momento che, se la spesa è più contenuta (20-30mila euro), è più facile ricorrere al prestito. Entro questa cifra, considerati gli interessi da pagare sul finanziamento, lo sconto offerto dagli incentivi fiscali è comunque vantaggioso; ma di certo lo è ancor più se si ricorre al mutuo, che ha tassi di interesse inferiori rispetto al prestito, perché garantito da un’ipoteca sull’immobile. Inoltre, se si tratta di ristrutturare l’abitazione principale, gli interessi sono detraibili dalle tasse al 19%, su un massimo di 2.582,28 euro annui, un ulteriore incentivo di cui tener conto. In generale il mutuo per la ristrutturazione è al momento una conveniente alternativa a quello per l’acquisto; le banche, riaprendo i rubinetti del credito, ma con la necessità di equilibrare il profilo di rischio, mostrano interesse a questo bacino di potenziali clienti che chiede, a fronte dell’ipoteca sulla casa, importi più contenuti e durate più limitate, proponendo di conseguenza nuovi prodotti mirati.