L’inizio del 2014 conferma una lenta ma graduale ripresa del mercato dei mutui. La domanda, a gennaio, è cresciuta del 10,5% su base annua, il doppio di quanto visto nel secondo semestre 2013; inoltre, secondo un noto operatore del settore, molti potenziali mutuatari chiedono il mutuo con già un compromesso in mano.

Lato tassi, sebbene i parametri di riferimento (Irs per il fisso ed Euribor il variabile) siano ai minimi storici, gli spread hanno ancora livelli doppi rispetto al periodo pre-crisi, ma sembrano sulla via del ribasso; si osserva infatti che ormai la maggior parte degli spread è sotto il 3%, con i migliori che si attestano al 2,5%. A gennaio, però, secondo l’ultimo rapporto mensile dell’ABI, il tasso medio sui nuovi mutui casa è al 3,54%, in leggero aumento rispetto al 3,42% di dicembre, che invece mostrava la tendenza opposta.

Altro elemento positivo è l’aumento dell’importo medio delle erogazioni, che, stando ai dati resi noti da un operatore, si è attestato a 128.875 euro nelle prime settimane dell’anno, contro i 123.661 euro del secondo semestre 2013 (+4%). Si tratta soprattutto di mutui a tasso variabile, che coprono il 64% del totale, ossia dieci punti in più rispetto al primo semestre 2013.

Immutato il profilo di chi riesce ad accedere ai mutui: per circa l’80% si tratta di lavoratori dipendenti con contratto a tempo indeterminato. Inoltre, poiché si entra sempre più tardi nel mercato del lavoro, cresce l’età media dei sottoscrittori. Dieci anni fa ben il 46,8% dei nuovi mutui andava a persone comprese fra 26 e 35 anni; oggi la percentuale è crollata di 11 punti.