L’acquisto di titoli da parte della BCE nel quantitative easing (Qe) sta avendo effetti evidenti sui tassi di interesse, sugli spread e sui corsi dei titoli di Stato. In Italia, l’impatto comincia ad essere evidente anche sulla domanda di mutui, in particolare di surroga e di sostituzione, mentre ancora non si registrano significativi effetti sui valori immobiliari.

L’inondazione di liquidità comporta anche la riduzione dei tassi sul mercato interbancario, in particolare di quelli ai quali sono collegati i mutui a tasso variabile (Euribor) e quelli a tasso fisso (Eurirs). Per i mutui a tasso fisso le migliori offerte a venti anni pagano tassi sotto il 3%, un record storico. I mutui a tasso variabile a 20 anni partono dall’1,65%. Come spiegato da un noto operatore di mercato, questo sta spingendo sempre più clienti a lasciare i vecchi contratti più onerosi per avvalersi, grazie alla surroga, di mutui più convenienti. Nel 2015 i mutui di surroga “valgono” ormai il 60% delle erogazioni totali. In caso di mutui venti-trentennali da 120mila euro a tasso fisso accesi tra il 2002 e il 2013, la surroga oggi consente risparmi sino a 30-40mila euro per famiglia. Sui contratti trentennali accesi dal 2010 in poi la surroga potrebbe portare a risparmi fino a 80.000 euro.