Con la decisione 2666/14 del 30 aprile scorso, il collegio di coordinamento dell’ABF è tornato sul tema della cumulabilità dell’interesse di mora e dell’interesse corrispettivo ai fini del superamento del tasso-soglia d’usura, dopo precedente intervento, riguardante un non consumatore (decisione 1875/2014, collegio di coordinamento ABF). La decisione condivide alcuni punti fermi rispetto all’altra pronuncia, fra cui l’impossibilità di cumulare il tasso degli interessi corrispettivi e di quelli moratori ai fini del confronto col tasso-soglia individuato con riguardo al momento della stipulazione del mutuo.

Diverse sono tuttavia le conseguenze. Se la controparte è un non consumatore, il rimedio esperibile è infatti quello della riduzione, operabile dal giudice, del tasso moratorio manifestamente eccessivo; nel caso del consumatore, dal momento che il codice del consumo prevede la nullità delle clausole vessatorie (che si presumono essere tali quando “…hanno per oggetto, o per effetto di … imporre al consumatore, in caso di inadempimento o di ritardo nell’adempimento, il pagamento di una somma di denaro a titolo di risarcimento, clausola penale o altro titolo equivalente d’importo manifestamente eccessivo”), il superamento del tasso-soglia determinerà la nullità delle clausole contestate, con la conseguenza che l’intermediario non recupererà più gli interessi di mora.