L’ammontare complessivo di liquidità preso in prestito l’11 dicembre scorso dalle principali banche italiane nella seconda asta Tltro della BCE (l’operazione di rifinanziamento con scadenza a 4 anni finalizzata a riportare il credito alle imprese) è di 26 miliardi e mezzo. La somma raccolta dagli istituti italiani rappresenta circa il 20% dei 129,8 miliardi raccolti dalle 306 banche europee che hanno preso parte all’iniziativa di Francoforte. Ma il peso delle richieste delle italiane sale al 25% del totale se si somma all’asta di ieri la precedente, quella di settembre, in cui le richieste erano state 23,3 miliardi. In definitiva, nell’arco di due mesi le prime quindici banche italiane hanno chiesto circa 50 miliardi (49,95 per la precisione) su un totale di 212 miliardi erogato a livello europeo, a conferma, secondo quanto osservato anche dal Presidente dell’ABI, Patuelli, dell’impegno delle banche nostrane per la ripresa.

Tuttavia, a livello europeo l’obiettivo auspicato in autunno da Francoforte non è stato raggiunto; nelle due aste sono state assegnate 212,4 miliardi contro i 400 messi a disposizione dalla BCE. Di fronte a una domanda tiepida, dunque, la BCE potrebbe prendere in considerazione nuove misure straordinarie, compreso l’acquisto di titoli di Stato.