Con il “pacchetto casa” approvato il 28 agosto dal Consiglio dei ministri è stato previsto un intervento di Cassa Depositi e Prestiti (CDP) per alimentare il mercato dei mutui per la prima casa. In merito alla quantificazione dell’intervento, la CDP, a seguito della pubblicazione avvenuta l’11 settembre del proprio piano industriale 2013-2015, precisa che metterà a disposizione fino a 5 miliardi di euro nel medesimo triennio, secondo due modalità. In primo luogo la CDP opererà tramite finanziamento alle banche nella concessione di prestiti sia per acquistare la prima casa sia per ristrutturarla. In questo caso, ricordando che l’accesso alla liquidità della CDP da parte delle banche è “tax free”, la dotazione dovrebbe attestarsi sui 2 miliardi di euro; la Cassa procederà alla costituzione di un plafond con una raccolta che ha costi più contenuti rispetto a quella bancaria. Il vantaggio di tale interesse dovrebbe essere trasferito poi al cliente che richiede il mutuo. In ogni caso la CDP e l’ABI dovranno redigere un’apposita convenzione che fissi i dettagli dell’operazione ed i criteri per accedere ai mutui.
In aggiunta, la CDP procederà alla sottoscrizione, per un valore totale di almeno 3 miliardi, di obbligazioni frutto di cartolarizzazioni di crediti che hanno come garanzia portafogli di mutui garantiti da ipoteca sulla prima casa. In questo caso la banca che emette l’obbligazione è tenuta a utilizzare i soldi della CDP per concedere altri mutui prima casa.
Per concretizzare questo rilevante intervento di sostegno al mercato dei mutui restano alcuni passaggi cruciali, non ultima l’autorizzazione alla CDP a vendere alcune partecipazioni per adeguare la patrimonializzazione al nuovo livello di investimenti, una questione evidentemente legata al piano di privatizzazioni che il Governo intende presentare entro l’ultimo trimestre del 2013.