“Il futuro è nel SIC Positivo”, affermava il Presidente del Consorzio per la Tutela del Credito, Francesco Caso, circa un anno e mezzo fa, quando insieme alle società consorziate, forti di un’esperienza consolidata nella gestione di un sistema di informazioni creditizie (SIC), aveva accettato la sfida di dare vita a una nuova banca dati positiva da mettere a disposizione dei propri iscritti. Ebbene, quel futuro è arrivato: dal 1° luglio 2015 i Consorziati possono finalmente usufruire della completezza informativa e semplicità gestionale del nuovo “CTC Positivo”. Si realizza così il sogno di affidare al Consorzio la gestione dell’intera filiera delle informazioni creditizie, conferendo ai Consorziati il duplice ruolo di proprietari e fruitori del servizio: sicuro, flessibile, tempestivo, condiviso.

 

Dott. Caso, i Consorziati del CTC hanno cominciato a interrogare la nuova banca dati “positiva”. Qual è il suo valore aggiunto?

Il SIC Positivo è un mezzo di importanza strategica per il Consorzio e per la sua evoluzione. L’attività del CTC è sempre stata sensibile al tema dei costi, materia che aveva acquisito particolare rilevanza nel periodo in cui abbiamo avviato questo progetto, anni difficili per il mondo bancario e finanziario. Per cui, come Consorzio, che già offre un ottimo servizio sul negativo, si è pensato che, date le tariffe legate alle informazioni creditizie, rappresentasse una grande occasione di risparmio estendere quel servizio anche al “positivo”. Un database che, inaugurato con mesi in anticipo rispetto alle previsioni, sfrutterà i mesi che mancano alla fine del 2015 per rodarsi e arricchirsi ulteriormente.

 

Quali sono gli elementi che hanno contribuito a realizzare un servizio su cui il CTC scommette molto?

Certamente un grande e proficuo gioco di squadra, interno ed esterno al Consorzio, che ha selezionato fornitori e partner di qualità come Quid informatica per la realizzazione del SIC positivo ed Oracle e Fastweb per la gestione. I Consorziati, grazie anche ad una più stretta interazione tra Assofin e CTC, hanno collaborato attivamente al progetto. Il CTC raccoglieva solo informazioni sui debitori in uno stato avanzato di insolvenza, mentre oggi possiamo tracciare una storia completa dei debitori, dove ogni posizione e comportamento, sia virtuosi sia non virtuosi, sono registrati e formano un database estremamente ricco. Implementarlo oggi, nel 2015, ci ha permesso di utilizzare tutti gli strumenti di certificazione della qualità e le tecnologie più evolute.

 

Qualità significa anche completezza dei dati.

Questo è un punto fondamentale: la base dati è assolutamente completa, in termini di informazioni raccolte. Censiamo persone fisiche, ditte individuali e tutti i prodotti di credito al consumo venduti dalle finanziarie e dalle banche: prestiti personali, prestiti finalizzati, carte di credito, cessione del quinto, mutui e leasing.

 

Aumenteranno i costi per i Consorziati?

Il canone attuale è una piccola parte di quello che tipicamente una finanziaria o una banca paga per ricorrere a un servizio SIC. I costi per il Consorzio andranno solo a ridursi nel corso del tempo, perché più alto è il numero dei Consorziati – e noi ci aspettiamo che cresca significativamente – minore sarà l’impegno chiesto per coprire i costi di gestione.

 

Questa quantità di informazioni, oltre che per erogare credito sano, sarà utilizzata anche per altri fini?

Faremo attività di reporting, oltre a concedere ai Consorziati la possibilità di un’analisi sistematica del proprio portafoglio crediti, tramite refresh periodici della base dati: tale analisi potrà essere utilizzata dai Consorziati per monitorare il credito già erogato e la qualità dei clienti, anche ai fini di prevenzione di eventuali contenziosità. Inoltre il SIC Positivo dispone di un piano di disaster recovery e di business continuity, con performance superiori ai migliori standard, e come Consorzio supportiamo l’accesso al servizio antifrode SCIPAFI, il sistema pubblico di prevenzione delle frodi da furto di identità del ministero dell’Economia e delle Finanze. Nel tempo, poi, potremmo arricchire questi servizi, creando ad esempio una banca dati sui dealer e una sugli agenti che veicolano i prestiti.

 

Il vostro sforzo, dunque, non si conclude qui.

No, una parte fondamentale è stata completata ma il lavoro più grande ora sarà quello dedicato al credit scoring, il giusto completamento per una banca dati positiva che aiuterà molto banche e finanziarie a operare risparmi anche molto importanti e che, nel medio termine, per un istituto medio-grande, potrebbero tradursi anche in milioni di euro.