Le carte di credito e di debito che possono essere utilizzate senza la necessità di passarle fisicamente attraverso il lettore (definite “contactless” cioè “senza contatto”) sono una realtà da qualche anno, e la possibilità di sfruttare questa tecnologia (definita Near Field Communications – Nfc – perché basata su una connessione radio bidirezionale a corto raggio) si sta estendendo progressivamente a un numero sempre più ampio di negozi e ristoranti.

Ma accanto a questa prima generazione di carte con chip wireless (cioè senza fili, ormai circa 7 milioni in Italia solo le carte di credito), si sta sviluppando una nuova generazione di strumenti di pagamento (definiti “cardless”, cioè “senza carta”) che sfruttano la grande diffusione di apparecchi mobili evoluti come smartphone e tablet. Grazie agli apparecchi mobili, infatti, le carte di debito possono essere smaterializzate e dotate di nuove funzionalità; tra queste, il prelievo di contanti dal bancomat senza bisogno, appunto, di utilizzare la tradizionale tessera di plastica. Una semplificazione che, per ora, ha un’unica importante limitazione: pur senza avere costi aggiuntivi per l’utente, può essere usata soltanto su apparecchi bancomat della banca emittente; essendo una tecnologia in fase iniziale di diffusione, infatti, il prelievo senza carta potrà essere effettuato anche su banche diverse da quella emittente soltanto se anche queste ultime si doteranno del medesimo servizio, consentendo quindi l’interoperabilità delle strutture informatiche.

Quanto all’effettivo interesse, l’Osservatorio Mobile Payment & Commerce 2014 del Politecnico di Milano, nel consueto Report annuale dedicato all’andamento dell’e-commerce in Italia (e relativo al 2014) mostra come il 42% di un campione significativo di utenti italiani interessati ai pagamenti con “mobile proximity” (così definiti perché fanno interagire da vicino clienti ed esercenti pur attraverso strumenti mobili) si dichiari preoccupato di un eventuale smarrimento del cellulare, mentre il 41% si dichiari non interessato ad utilizzarli per timori relativi alla sicurezza. Tuttavia è probabile che i timori relativi alla sicurezza scemino progressivamente con il crescere della diffusione dell’uso quotidiano delle app bancarie operative. Gli ordini di prelievo, comunque, come ogni altra attività dispositiva attraverso l’app, possono essere effettuati soltanto previo inserimento dei codici personali e solo da apparecchi certificati da utente e banca in fase di installazione dell’app stessa. Ciò significa che se qualcuno installasse l’app sul proprio telefono e ci carpisse i codici, non potrebbe comunque effettuare disposizioni.