A detta degli operatori di settore, gli ATM (Automated Teller Machine, ossia sistemi per il prelievo automatico del contante), a dispetto della crescita incessante di nuove modalità di fruizione dei servizi bancari e finanziari favorite dallo sviluppo delle tecnologie IT, potrebbero avere un ruolo non marginale, sia per il fatto che l’utilizzo del contante si mantiene su livelli di assoluto rilievo, nonostante la crescita costante dei pagamenti elettronici, sia soprattutto alla luce della capacità di utilizzo diverso dei nuovi sportelli automatici, modalità più vicine alla banca telematica che al distributore di banconote. Non a caso in molti sportelli bancari, quelli con dispositivi all’interno dei locali, è comparsa la figura dell’accompagnatore alle nuove tecnologie, ossia dipendenti della banca che aiutano il cliente nell’utilizzo di modalità operative apparentemente complesse. Le trasformazioni delle filiali prevedono una maggiore automazione delle transazioni bancarie presso le agenzie; si stanno diffondendo nuovi terminali di tipo ibrido in grado di assolvere tutte le operazioni di un ATM evoluto e offrire servizi di assistenza presidiata da personale bancario specializzato. Questo modello di automazione è già realtà in alcune aree degli Stati Uniti e in Estremo Oriente ed è oggetto di attenzione da parte di molti gruppi bancari europei e italiani, per i quali sono previste le prime installazioni già nel 2014. Naturalmente le banche dovranno ragionare in termini di convergenza con il canale mobile ed incrocio con le automazioni di agenzia. Già oggi sono disponibili i primi prototipi di sistemi ATM con interfacce touch screen in grado di interagire pienamente con gli smartphone e di consentire alla clientela bancaria l’erogazione di contante e altre materialità sulla base di transazioni preparate comodamente tramite dispositivi mobile.