I dati diffusi il 10 gennaio dalla Banca d’Italia sull’andamento del credito a novembre 2013 mettono in evidenza che i prestiti al settore privato hanno registrato nel nostro paese una contrazione pari, su base annua, al 4,3 per cento. Tuttavia, occorre precisare che mentre i prestiti alle famiglie sono scesi dell’1,5 per cento su base annua, quelli alle imprese sono diminuiti del 6,0 per cento sempre sui dodici mesi. Il credit crunch dunque impedisce un adeguato sostegno all’economia; la recente riduzione degli spread fra tassi a lunga italiani e tassi a lunga tedeschi, con la conseguente minore difficoltà delle banche di finanziarsi e la maggiore facilità di alleggerimento del portafoglio di titoli di stato potrebbe tuttavia determinare un’attesa inversione di rotta.

Quanto alle sofferenze, il tasso di crescita sui dodici mesi è risultato pari al 22,8 per cento, solo in lieve diminuzione rispetto al 22,9 per cento di ottobre.

Quanto ai tassi d’interesse, infine, quelli sui finanziamenti erogati nel mese alle famiglie per l’acquisto di abitazioni sono stati pari al 3,86 per cento, in lieve riduzione rispetto al 3,90 per cento di ottobre 2013.

I tassi d’interesse sui nuovi prestiti alle imprese di importo fino a 1 milione di euro sono risultati pari al 4,38 per cento (4,47 nel mese precedente); quelli sui nuovi prestiti di importo superiore a tale soglia al 2,76 per cento (2,84 per cento a ottobre). Invece i tassi passivi sul complesso dei depositi in essere sono stati pari allo 0,99 per cento, come nel mese precedente.