Per chi svolge attività di credito, una delle componenti più importanti di cui tenere conto sono gli accantonamenti a copertura delle sofferenze, una voce deducibile solo nell’arco di 18 anni. Anche questo aspetto contribuisce ad alimentare le attuali cautele delle banche italiane nel concedere un prestito (in caso di sofferenza ci vorrà molto tempo per vedersi riconoscere il credito d’imposta).
L’ABI da tempo pone il tema della deducibilità in cima alle priorità del sistema bancario (e di riflesso del sistema paese), e, dopo aver ricevuto significativi sostegni sul tema sia dal Fondo Monetario internazionale che dal ministro del Tesoro, potrebbe raggiungere un primo importante obiettivo: infatti, è attesa una norma ad hoc nella Legge di Stabilità. L’associazione delle banche ha proposto di inserire la deducibilità solo relativamente ai crediti deteriorati derivanti da nuovi impieghi, e non a quelli generati dall’intero stock di non performing loans. La norma non sarebbe dunque retroattiva ma si applicherebbe solo alle eventuali perdite maturate sui nuovi impieghi, con un effetto sulle entrate fiscali differito nel tempo, visto che passano diversi anni prima che un nuovo credito possa eventualmente deteriorarsi