Secondo l’ultima fotografia del settore del credito diffusa il 5 giugno scorso dalla Banca d’Italia, i prestiti al settore privato, corretti per tener conto delle cartolarizzazioni e degli altri crediti ceduti e cancellati dai bilanci bancari, hanno registrato ad aprile una contrazione, su base annua, dell’1,4%, esattamente come nel corso del mese precedente. Nello specifico, il credito alle imprese è diminuito su base annua del 2,2%, come a marzo, mentre i prestiti alle famiglie si sono contratti dello 0,2% sui dodici mesi (-0,3% nel mese precedente).

I depositi bancari hanno fatto segnare una crescita del 3,6% (contro il 3,3% conseguito a marzo), e la raccolta obbligazionaria – includendo anche i titoli detenuti dalle banche – è diminuita del 18,2% su base annua (-17,5% nel mese precedente). In lieve attenuazione, poi, è apparsa la crescita annua delle sofferenze – senza correzione per le cartolarizzazioni ma tenendo conto delle discontinuità statistiche – attestata a +14,8% (contro il +14,9% di marzo).

Quanto all’andamento del costo del denaro, i tassi d’interesse, comprensivi delle spese accessorie, sui finanziamenti erogati alle famiglie per l’acquisto di abitazioni, si è attestata al 2,86% (contro il 2,95% di marzo), mentre quella sulle nuove erogazioni di credito al consumo è stata pari all’8,49% (8,46% nel mese precedente). I tassi d’interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie fino a un milione di euro sono risultati pari al 3,13% (3,09% a marzo); quelli sui nuovi prestiti superiori a tale soglia si sono invece attestati sull’1,78% (contro l’1,77% del mese precedente). I tassi passivi sul complesso dei depositi in essere sono stati poi pari allo 0,62 per cento (0,65% nel mese precedente), di cui 0,21% per i conti correnti (contro lo 0,23% di marzo) e 1,81% per le obbligazioni emesse nel periodo con determinazione iniziale del tasso superiore a un anno (1,35% nel mese precedente).