La Banca d’Italia, con l’aggiornamento del 6 maggio scorso alla Circolare 285/2013, da piena attuazione alle disposizioni della Direttiva sui requisiti di capitale (CRD IV) in materia di governo societario, tenendo conto delle linee guida dell’Autorità Bancaria Europea e delle linee guida emanate dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria.

Via dunque alle nuove regole di vigilanza sul governo societario delle banche, che dovranno avere almeno un quarto di consiglieri indipendenti, limiti quantitativi alla numerosità dei consiglieri, e un comitato esecutivo cui non potrà partecipare il presidente, figura super partes.

Per quanto riguarda le banche popolari, Bankitalia raccomanda la rappresentanza negli organi aziendali delle diverse componenti della base sociale, nonché la più ampia partecipazione dei soci alle assemblee. In particolare le banche popolari dovranno prevedere nello Statuto un numero di deleghe attribuibili a ciascun socio adeguato a facilitare il coinvolgimento dei soci nelle decisioni assembleari. Il numero non è, di norma, inferiore a 5.

Se la banca popolare è quotata – si legge nelle nuove disposizioni di vigilanza – la presentazione delle liste è consentita anche ai soci che rappresentano percentuali di capitale sociale stabilite nello statuto e definite in modo coerente con la dimensione e l’articolazione degli assetti proprietari.