In base alla nuova classificazione dei crediti delineata dalla Banca d’Italia, che mira a garantire una valutazione più rigorosa, e omogenea a livello europeo, della qualità degli attivi bancari, verrà attuato un monitoraggio più severo dei crediti ristrutturati o oggetto di concessioni. La proposta è contenuta in un documento di consultazione dello scorso 29 agosto, che recepisce gli standard tecnici pubblicati dalla European banking authority (EBA) nel luglio scorso e in attesa di adozione da parte della Commissione europea.

L’EBA ha fornito alle autorità di vigilanza europee uno strumento addizionale per valutare su una base comparabile la qualità degli attivi. L’attenzione è concentrata sulle definizioni armonizzate di esposizioni deteriorate (non-performing exposures) e oggetto di concessioni (forborne exposures); quest’ultima definizione, in particolare, rappresenta una novità nel panorama nazionale.

L’analisi dei casi di modifica delle condizioni contrattuali, anche in assenza di una formale ristrutturazione, mira a rivelare situazioni di effettiva difficoltà del debitore che incidono sul profilo di rischio della banca creditrice. Sono considerate “forborne” le esposizioni creditizie per le quali siano state concesse modifiche delle condizioni contrattuali o un rifinanziamento totale o parziale, a causa delle difficoltà finanziarie del debitore, che potrebbero determinare una perdita per il finanziatore. Non è necessario che il debitore si sia rivelato effettivamente inadempiente: la categoria “forbearance” è trasversale alle classi di rischio esistenti e può includere crediti sia performing sia non performing. Affinché si attivi la presunzione di “forbearance“, è sufficiente per esempio che le posizioni siano scadute da più di 30 giorni almeno una volta nei tre mesi precedenti la modifica contrattuale, abbassando la soglia d’allarme rispetto ai 90 giorni previsti nella definizione di default.

I nuovi contenuti informativi riguardano le segnalazioni di vigilanza della singola banca e consolidate a livello di gruppo, oltre che i flussi trasmessi mensilmente alla Centrale dei rischi, il principale canale informativo su indebitamento e merito di credito della clientela. La nuova disciplina agisce non solo in ambito segnaletico, ma anche sulla gestione dei crediti: i rapporti “forborne” dovranno essere monitorati in via continuativa; nel caso in cui i pagamenti risultino regolari e non vi siano previsioni di mancato rimborso, potranno uscire dalla “forbearance” dopo un periodo di osservazione di due o tre anni, a seconda che il credito sia classificato, rispettivamente, come performing o non performing.

La definizione di “forborne” non sostituisce le esistenti categorie di attività deteriorate, ma si pone come strumento informativo addizionale. Con riferimento ai crediti deteriorati, la proposta della Banca d’Italia prevede di mantenere le attuali categorie (sofferenze, incagli, scaduti e/o deteriorati; esposizioni ristrutturate) con gli adeguamenti necessari a riflettere le nuove definizioni EBA.