In base al decreto 31 del ministero dell’Economia del 22 gennaio 2014, pubblicato recentemente in Gazzetta Ufficiale, le 283 società operanti attualmente nel settore della mediazione del credito dovranno dotarsi, entro ottobre, di idonei presidi di internal audit.

Le disposizioni sono attese da tempo, in virtù della delega conferita al ministero dell’Economia dal D. lgs. 13 agosto 2010, n. 141, che ha, fra l’altro, rivoluzionato il settore di attività dei mediatori creditizi e degli agenti in attività finanziaria; il d. lgs. 141/2010 e le relative norme di attuazione, l’istituzione dell’Oam (Organismo per la tenuta dell’albo dei mediatori creditizi), l’incremento delle funzioni di vigilanza della Banca d’Italia e dell’Oam stesso stanno consentendo un riassetto del comparto, ritenuto di strategica importanza per l’accesso al credito, soprattutto di piccole-medie dimensioni, di soggetti che altrimenti resterebbero al di fuori del circuito ordinario.

Il decreto 31/2014 prevede che la funzione di controllo interno, affidabile anche a soggetti esterni, dovrà essere istituita solo da quei soggetti giuridici che supereranno i limiti dimensionali che verranno stabiliti proprio da una delibera dell’Oam. Il decreto interviene anche sui criteri di selezione dei dipendenti e collaboratori, prescrivendo all’articolo 5 procedure “rigorose” e verifiche dell’operatività successiva anche attraverso indagini sulla clientela e accessi ispettivi.

Una relazione sui requisiti organizzativi dovrà essere predisposta dalle società e presentata all’Oam su sua richiesta. La norma è immediatamente applicabile a quelle società che abbiano un numero di dipendenti o collaboratori superiore a 20; per le società che non rispondano a questi parametri, l’istituzione della funzione di controllo interno dovrà avvenire entro sei mesi dalla delibera dell’Oam che individuerà i predetti limiti.