Dal primo gennaio 2014 entreranno in vigore, senza più rinvii, le norme sull’adeguata verifica della clientela previste dall’articolo 7, comma 2, del D.lgs. 231/2007. I rapporti contrattuali (conti correnti, di deposito, conti titoli , etc.) dei clienti che non trasmetteranno i documenti necessari, in breve tempo dovranno essere per legge bloccati e poi chiusi. Le norme sul controllo dell’identità, del titolare effettivo e della natura e scopo “dei rapporti continuativi” sono in vigore dal 29 dicembre 2007 e sono state applicate alla lettera dal primo gennaio 2008. Non si hanno tuttavia dati sulla sistematicità di controlli ed adempimenti in relazione ai rapporti contrattuali preesistenti a tale data; ciò, unitamente alla novità introdotta il 17 settembre 2012, con il decreto 169, dal Governo Monti e relativa all’obbligo di chiusura dei rapporti in assenza di adeguata verifica (obbligo rimarcato dalla delibera della Banca d’Italia del 3 aprile scorso che ha emanato le disposizioni attuative del D. lgs. 231/2007 e ribadite dalla circolare del 30 luglio scorso del ministero dell’Economia e delle Finanze), fa si che la scadenza del primo gennaio 2014 rappresenti una deadline significativa sia per gli intermediari che per i loro clienti.

Gli istituti di credito stanno pertanto dando direttive interne agli sportellisti e a tutti i dipendenti di eseguire i controlli sui clienti che si presentino allo sportello sulla base di richieste di informazioni inviate dall’istituto stesso; alcuni intermediari hanno inviato ai clienti non in regola una comunicazione per segnalare che le relative posizioni non sono in ordine con la verifica, dunque che è necessario recarsi in filiale e trasmettere agli sportellisti o ai direttori di agenzia la documentazione necessaria.

Il procedimento di adeguata verifica prevede in estrema sintesi le seguenti fasi: identificazione del cliente e di colui per conto del quale eventualmente opera (titolare effettivo); verifica dell’identità di questi soggetti; acquisizione di informazioni su scopo e natura di rapporti e operazioni; monitoraggio costante del rapporto continuativo. Se dal prossimo primo gennaio mancherà l’adeguata verifica, ossia se il cliente non comunicherà e attesterà con documenti adeguati i due dati fondamentali (il titolare effettivo, la natura e lo scopo del rapporto continuativo), scatterà il blocco del rapporto previsto dal decreto del 2012. La banca chiederà nuovamente al cliente le informazioni: se non verranno fornite, chiuderà il rapporto e bonificherà il saldo su un conto indicato dal cliente stesso in un altro istituto, aspetto quest’ultimo alquanto problematico.