L’ABI ha reso noto che, d’intesa con le parti co-firmatarie (fra cui Confindustria, Confedilizia e Confagricoltura), è stato prorogato fino alla fine dell’anno l’”Accordo per il credito 2013”, che consente la sospensione e l’allungamento dei finanziamenti delle aziende. Le principali caratteristiche dell’intesa restano immutate: sospensione per 12 mesi della quota capitale delle rate dei mutui (anche se agevolati o perfezionati tramite il rilascio di cambiali); sospensione per 12 o 6 mesi della quota capitale dei canoni di operazioni di leasing, rispettivamente immobiliare o mobiliare; allungamento della durata dei mutui per un massimo del 100% di quella residua del piano di ammortamento; allungamento fino a 270 giorni delle scadenze delle anticipazioni bancarie su crediti per i quali si siano registrati insoluti di pagamento; e, infine, allungamento per un massimo di 120 giorni delle scadenze del credito agrario di conduzione.

ABI rende inoltre noto che da ottobre 2013 (inizio dell’iniziativa) a fine maggio, sono state accolte 25.539 domande per un controvalore complessivo di debito residuo pari a 9,6 miliardi e 1,1 miliardi di maggiore liquidità a disposizione delle imprese; il 27% delle domande è arrivato da imprese del commercio e alberghiero, il 17,8% da quelle dell’edilizia e opere pubbliche, il 16,8% dalle aziende dell’industria, il 6,8% è riferito a imprese artigiane, il 6,2% all’agricoltura, mentre il restante 25,4% ad altri servizi.

Insieme all’accordo per il credito 2013, sono stati poi prorogati a fine anno altri due strumenti a disposizione delle aziende: il plafond “Progetti Investimenti Italia” riservato alle Pmi che continuano a investire nonostante la crisi, e quello “Crediti Pa” per lo smobilizzo, presso il sistema bancario e finanziario, dei crediti vantati dalle imprese nei confronti della pubblica amministrazione.